STATUTO

S T A T U T O
COSTITUZIONE – SEDE – DURATA – SCOPI
ART.1

E’ costituita tra il personale già dipendente della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009, il personale della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009 in quiescenza, fra i titolari di pensione di reversibilità dei dipendenti della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009, fra il personale già dipendente della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009 e successivamente dipendente in servizio della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A, aderente al Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del credito, nonchè fra il personale già dipendente della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009 successivamente divenuto dipendente della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. o di altre aziende di credito esercenti servizi bancari, in conseguenza di cessione di Filiali, rami di azienda o di ristrutturazioni dello stesso Monte dei Paschi di Siena S.p.A, una società cooperativa denominata “Cassa Mutua Assistenza fra il Personale già Dipendente della Banca Toscana – Società Cooperativa”

ART. 2

La società ha sede nel Comune di Firenze, all’indirizzo risultante dalla apposita iscrizione eseguita presso il registro delle Imprese a sensi dell’articolo 111-ter disposizioni di attuazione del codice civile.

L’Organo Amministrativo ha facoltà di istituire e di sopprimere ovunque unità locali operative (ad esempio succursali, filiali o uffici amministrativi senza stabile rappresentanza) ovvero di trasferire la sede sociale nell’ambito del Comune sopra indicato al precedente comma.

Spetta invece ai soci deliberare la istituzione di sedi secondarie o il trasferimento della sede in Comune diverso da quello sopra indicato.

ART. 3

La società ha la durata fino al 31 dicembre 2050 e potrà essere prorogata a norma di legge.

L’organo amministrativo curerà l’iscrizione della Cooperativa alle Associazioni di categoria, l’adesione a Consorzi di lavoro le cui finalità non siano in contrasto con gli scopi sociali previsti dal presente statuto e, ove ne ricorrano i presupposti di legge, nell’apposito albo delle società cooperative a mutualità prevalente.

ART. 4

La società cooperativa, opera a favore dei Soci e loro familiari senza alcun scopo di lucro ma seguendo i principi della mutualità e nel rispetto di fatto della prevalenza dello scopo mutualistico di cui agli articoli 2512 e seguenti del Codice Civile, da svolgere nei limiti consentiti dalla vigente normativa, previo rilascio delle eventuali necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti nonché previa eventuale iscrizione in appositi albi.

Essa ha per oggetto:

– promuovere e gestire un sistema mutualistico integrato e complementare dell’assistenza prevista  dal servizio sanitario nazionale;

– curare interventi di solidarietà sociale nei confronti delle famiglie e di quanti si trovano in uno stato di bisogno o emarginazione  attraverso l’utilizzo  e l’organizzazione delle risorse fisiche, materiali e morali dei Soci e dei terzi che a qualsiasi titolo partecipano, nelle diverse forme, alle attività della mutua;

– favorire la costituzione di fondi e servizi di previdenza integrativa dei trattamenti di pensione e per casi di infortunio, invalidità e morte non coperti da forme di protezione obbligatorie;

– fornire assistenza e servizi nel campo delle assicurazioni, anche con forme di gestione indiretta, al fine di procurare ai Soci vantaggiose condizioni contrattuali ed un servizio curato;

– promuovere e gestire attività nei settori dell’istruzione anche mediante l’istituzione di borse di studio o di contributi allo studio;

– promuovere  e gestire attività nel settore di assistenza ai soci anziani e loro familiari attraverso convenzioni e/o gestione diretta di Residenze Sanitarie Assistite (R.S.A.);

– prestare garanzia a favore della Banca Toscana, o altro Istituto, nell’interesse degli associati, per la concessione di sovvenzioni, richieste dai Soci stessi, a rimborso rateale;

– stipulare convenzioni con enti pubblici e privati per il raggiungimento dello scopo sociale, a favore dei soci e loro familiari, e concedere  garanzie a terzi nell’adempimento delle funzioni istituzionali.

La cooperativa potrà compiere, non come attività prevalente ma per il miglior conseguimento degli scopi sociali, ogni e qualsiasi operazione immobiliare, mobiliare e finanziaria, compresa l’assunzione di mutui e la concessione di fideiussioni, ipoteche a favore di enti e società a cui la cooperativa potrà aderire nonché a favore di altre cooperative, e potrà assumere partecipazioni e interessenze in altre imprese aventi oggetto analogo ed affine o connesso al proprio, nonché partecipare ad organismi consortili.

Sono escluse dall’oggetto sociale le attività riservate agli intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del D.Lgs. 1 settembre 1993 n.385, quelle riservate alle società di intermediazione mobiliare di cui all’articolo 1 della legge 2 gennaio 1991 n.1 e quant’altro disciplinato dal D.Lgs. 23 luglio 1996 n.415, le attività di mediazione e consulenza di cui alla legge 7 marzo 1996 n.108, nonché l’attività delle imprese di investimento di cui all’articolo 18 del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58.

La società è disciplinata e intende operare nell’ambito delle norme generali sulla cooperazione e dei principi di mutualità previsti dalle vigenti leggi dello Stato in materia e si propone altresì di creare in aggiunta a quanto stabilisce la legge sulla cooperazione, tutte quelle forme di assistenza e previdenza fra i soci ammalati ed inabili al lavoro.

SOCI COOPERATORI – RAPPORTI SOCIALI

ART. 5

Il numero dei soci cooperatori è illimitato, ma non può essere inferiore al minimo previsto dalla legge.

Hanno diritto di essere soci cooperatori le seguenti persone fisiche:

a) tutti coloro che, già dipendenti della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009, risultino dipendenti in servizio della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.;

b) tutti coloro che, già dipendenti della Banca Toscana S.p.A., risultino alla data del 27 marzo 2009 collocati in pensione in conseguenza del raggiungimento dei requisiti pensionistici;

c) tutti coloro che, in qualità di familiari di ex dipendenti della Banca Toscana S.p.A. fino al 27 marzo 2009, siano titolari di pensione di reversibilità;

d) tutti coloro che già dipendenti della Banca Toscana S.p.A alla data del 27 marzo 2009 e successivamente dipendenti in servizio della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., risultino aderenti al Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del credito, nonchè tutti coloro che avranno diritto alla pensione integrativa della Banca Toscana S.p.A. o alla pensione erogata da apposito Fondo complementare o Ente in conseguenza del loro rapporto di lavoro con la Banca Toscana S.p.A. e successivamente all’atto di fusione per incorporazione con la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.;

e) tutti coloro che già dipendenti della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009 e successivamente dipendenti della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. siano divenuti dipendenti in servizio di altre aziende di credito esercenti servizi bancari a seguito di cessione di Filiali, rami di azienda od a seguito di ristrutturazioni in applicazione di piani industriali realizzati dalla stessa Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.;

f) Tutti coloro che già dipendenti della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009 o successivamente dipendenti della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. siano divenuti dipendenti in servizio di altre aziende di credito esercenti servizi bancari a seguito di cessione di filiali o rami di azienda od a seguito di ristrutturazioni in applicazione di piani industriali intervenuti pro tempore siano collocati nel Fondo di Solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del credito;

g) tutti coloro che già dipendenti della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009 o successivamente dipendenti della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. siano divenuti dipendenti in servizio di aziende non del settore del credito che svolgono attività in “outsourcing” (inteso come lavorazioni date all’esterno in qualsiasi forma), a seguito di cessione di filiali o rami di azienda od a seguito di ristrutturazioni in applicazione di piani industriali intervenuti pro tempore;

 

h) tutti coloro che già dipendenti della Banca Toscana S.p.A. al 27 marzo 2009 o successivamente dipendenti della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. siano divenuti dipendenti in servizio di aziende non del settore del credito che svolgono attività in “outsourcing” (inteso come lavorazioni date all’esterno in qualsiasi forma), a seguito di cessione di filiali o rami di azienda od a seguito di ristrutturazioni in applicazione di piani industriali siano successivamente collocati in fondi di mobilità di vario genere in attesa del raggiungimento dei requisiti pensionistici.

Per i nuclei familiari aventi causa da ex dipendenti in possesso dei requisiti sopra indicati ai punti a), b), c), d), e), f), h) potrà essere socio, acquisendone la quota, unicamente il coniuge superstite o in mancanza il maggiore dei figli.

Su delibera del Consiglio di Amministrazione presa in forma assembleare a maggioranza dei Consiglieri presenti e con le modalità previste al successivo articolo 21, potrà essere ammesso quale socio cooperatore, il figlio maggiorenne (compreso quello naturale, adottivo e riconosciuto), dei soli soci deceduti già ex dipendenti della Banca Toscana S.p.a. al 27 marzo 2009, o già ex dipendenti in servizio di tutti gli istituti ed aziende di credito esercenti servizi bancari, meglio indicati e individuati ai punti a) b) c) d) e) f) g) e h) del presente articolo.

I nuovi soci cooperatori una volta deliberata positivamente la domanda di ammissione, saranno tenuti al pagamento della quota di sottoscrizione con sovrapprezzo determinato dal Consiglio di Amministrazione per l’ingresso dei nuovi soci cooperatori e dei contributi di anno in anno decisi dallo stesso Consiglio di Amministrazione.

Chi desidera diventare socio deve presentare domanda scritta all’organo amministrativo, specificando:

a) cognome e nome, luogo e data di nascita, domicilio e residenza, cittadinanza;

b) l’indicazione dell’effettiva attività di lavoro o dello stato di pensionato;

c) l’impegno a versare annualmente la quota sociale,

l’eventuale sovrapprezzo e i contributi dovuti per le prestazioni garantite dalla Cooperativa, nella misura stabilita e comunque con le modalità deliberate dal Consiglio di Amministrazione, tenuto conto delle riserve patrimoniali, sentito il Collegio Sindacale, e stabilite pro-tempore;

d) fornire ogni altra notizia richiesta dal Consiglio di Amministrazione.

Non potranno essere ammessi quali soci cooperatori tutte le persone che non siano in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 23 Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato numero 1577 del 14 dicembre 1947 e successive modificazioni.

La delibera di ammissione a socio, sarà comunicata al nuovo socio ai sensi dell’articolo 2528 del Codice Civile.

Diventerà operativa e annotata nel libro dei soci solo dopo che da parte del nuovo ammesso siano stati effettuati i versamenti della quota sociale, la quale non sarà mai restituita al socio, salvo quanto precisato ai successivi articoli 9 e 26 e salve le previsioni di legge; il diritto alle prestazioni sorge dopo tre mesi dalla data di versamento della quota di adesione.

La qualità di socio si acquista con la sottoscrizione e con il pagamento della quota, e dei contributi che comportano l’accettazione incondizionata dello statuto.

 

ART. 6

I soci sono obbligati:

a) al versamento della quota sottoscritta, dei contributi di anno in anno decisi dal Consiglio di Amministrazione;

B) al versamento della quota di sottoscrizione con sovrapprezzo come sopra previsto ed eventualmente determinato dal Consiglio di Amministrazione in caso di ingresso di nuovi soci cooperatori;

c) ad osservare lo statuto, i regolamenti interni se deliberati e le delibere legalmente prese dall’assemblea o dall’organo amministrativo;

d) a partecipare con la loro opera all’attività dell’impresa sociale a secondo della necessità della stessa.

ART. 7

Il socio cessa di far parte della Cassa Mutua:

– in caso di morte;

– per cessazione del rapporto di lavoro con la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., subentrata in tutte le ragioni, diritti, azioni ed in tutti i rapporti in corso della Banca Toscana S.p.A. a seguito dell’atto di fusione per incorporazione della Banca Toscana S.p.A. nella Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., che non dipenda da collocazione a riposo o da adesione al Fondo di solidarietà;

– per cessazione del rapporto di lavoro con quelle aziende di credito esercenti servizi bancari, attività di “outsourcing” (inteso come lavorazioni date all’esterno in qualsiasi forma), a servizio delle quali siano divenuti dipendenti i già dipendenti della Banca Toscana e successivamente dipendenti della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. a seguito della cessione di filiali, rami di azienda o a seguito di ristrutturazioni intervenute pro-tempore che non dipenda da collocazione a riposo o da adesione al fondo di solidarietà, di mobilità di vario genere in attesa del raggiungimento dei requisiti pensionistici;

– per cessazione del rapporto di lavoro riguardante i Dirigenti sottoposti a licenziamento che dipenda da giusta causa e non da dimissioni e riassunzioni o dimissioni senza riassunzione dovute a ristrutturazioni aziendali;

– per recesso;

– per esclusione.

Il socio cooperatore può recedere oltre che nei casi previsti dalla legge, nei casi previsti dal presente statuto ed in particolare:

a) abbia perduto i requisiti richiesti per l’ammissione;

b) non sia più in grado di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali.

Spetta all’organo amministrativo accertare le motivazioni della domanda di recesso e di provvedere nei modi e nei tempi di cui all’articolo 2532 del codice civile.

Il Socio che cessa di far parte della Cooperativa o recede dalla medesima risponde per un anno dal giorno in cui la cessazione o recesso è avvenuto, verso la società per il pagamento dei conferimenti non versati e, ai sensi dell’articolo 2536 del codice civile, nei limiti della somma loro liquidata in caso di insolvenza della società.

Nello stesso modo e per lo stesso termine sono responsabili gli eredi o legatari del socio defunto.

Oltre che nei casi previsti dall’articolo 2533 del Codice Civile, l’organo amministrativo può promuovere l’esclusione del socio cooperatore nei seguenti casi:

a) abbia perduto i requisiti per l’ammissione;

b) non osservi le disposizioni contenute nello statuto e nelle deliberazioni legalmente prese dagli organi sociali competenti, o nei regolamenti interni;

c) si renda irreperibile dal domicilio comunicato alla cooperativa per oltre un anno;

d) senza giustificati motivi non adempia puntualmente agli obblighi assunti a qualunque titolo verso la società, danneggiando conseguentemente la medesima;

e) si renda moroso nel pagamento della quota sociale o di qualsiasi altro pagamento a cui sia obbligato o per statuto o per altra delibera.

Il socio moroso, ai sensi dell’articolo 2531 del Codice Civile, deve essere invitato a mezzo lettera raccomandata a mettersi in regola con i versamenti. Trascorsi 2 (due) mesi dall’invito senza che il socio abbia provveduto a regolarizzare la propria posizione lo stesso sarà escluso dalla società.

In ogni caso, i ritardati pagamenti sono gravati degli interessi legali in vigore al momento della messa in mora.

Il socio receduto od escluso o gli eredi o legatari del socio defunto avranno diritto soltanto al rimborso del valore nominale della quota versata oppure della minore somma risultante dal bilancio dell’esercizio nel quale si verifica lo scioglimento del rapporto sociale.

La liquidazione della partecipazione sociale avverrà secondo i criteri e le modalità stabiliti nell’articolo 2535 del Codice Civile.

ART. 8

I soci receduti od esclusi o gli eredi del socio deceduto sono tenuti a richiedere il rimborso della propria quota entro il termine di un anno, sotto pena di decadenza, dalla data approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è diventato operativo.

Decorso il suddetto termine la Cooperativa non sarà più tenuta al rimborso delle quote.

Il valore delle quote per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto, sarà devoluto con deliberazione dell’Organo amministrativo alla riserva legale.

Comunque, la Cooperativa può compensare con il debito derivante dal rimborso delle quote, del sovrapprezzo e dal rimborso dei prestiti, il credito derivante dai pagamenti dovuti dal socio in relazione all’esecuzione del rapporto mutualistico, alle penali, ove previste da apposito regolamento, al risarcimento danni e alle prestazioni mutualistiche fornite, anche fuori dai limiti di cui all’articolo 1243 del codice civile.

Il socio che cessa di far parte della Società risponde verso questa, per il pagamento  dei conferimenti non versati, per un anno dal giorno in cui il recesso o la esclusione hanno avuto effetto.

Se entro un anno dallo scioglimento del rapporto associativo si manifesta l’insolvenza della Società, il socio uscente è obbligato verso questa nei limiti di quanto ricevuto.

Nello stesso modo e per lo stesso termine sono responsabili verso la Società gli eredi del socio defunto

PATRIMONIO SOCIALE

ART. 9

Il patrimonio della società è costituito:

a) dal capitale sociale, che è variabile ed è formato da un numero illimitato di quote sociali del valore nominale minimo di Euro 25,00 (venticinque e zero centesimi) ciascuna;

b) dalla riserva ordinaria, formata con le quote degli avanzi di gestione, con le quote sociali eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi o legatari di soci defunti;

c) da eventuali riserve straordinarie formate dagli avanzi di gestione a tale scopo destinati;

d) da altro fondo o accantonamento costituito a copertura di particolari rischi o in previsione di oneri futuri;

e) da qualunque liberalità che pervenisse alla società al fine di essere impiegata per gli scopi sociali, da lasciti, da sovvenzioni,  da partecipazioni o contributi pubblici e privati e da eventuali altri fondi di riserva speciali costituiti in conformità a norma di legge.

E’ fatto divieto di distribuire le riserve tra i soci sia durante la vita della società che al suo scioglimento; alle riserve vengono pertanto riconosciute le condizioni di cui all’articolo 12 della legge 16 dicembre 1977 n. 904 e sue successive modifiche ed integrazioni.

ART. 10

Le quote sono nominative e non possono essere sottoposte a pegno o vincolo né essere cedute ad altri anche qualora siano già soci della cooperativa. In conseguenza di tale divieto di trasferimento spetta ai soci il diritto di recesso a norma dell’articolo 2530, ultimo comma, che potrà essere esercitato non prima che siano decorsi due anni dall’ingresso del socio in società.

Il numero dei soci è illimitato ma non potrà essere inferiore al minimo stabilito per legge.

Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio e conseguentemente i soci nei limiti delle quote sottoscritte.

ART. 11

La quota sociale sottoscritta ed il relativo plusvalore potranno essere versati a rate e precisamente nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.

ESERCIZIO SOCIALE – BILANCIO

ART. 12

L’esercizio sociale inizia il primo gennaio e si chiude il trentuno dicembre di ogni anno.

Alla fine di ogni esercizio sociale l’organo amministrativo provvede alla redazione del Bilancio, previo esatto inventario, da compilarsi con criteri di oculata prudenza e alla predisposizione, nel caso di obbligo di Legge, della relazione degli amministratori di cui al primo comma dell’articolo 2428 del Codice Civile, indicando specificatamente nella stessa i criteri seguiti per il conseguimento degli scopi statutari, in conformità con il carattere cooperativo della Società, nonché evidenziando nella nota integrativa, ai sensi dell’articolo 2545 e 2513 del codice civile, le condizioni di prevalenza mutualistica.

L’eccedenza attiva del bilancio sarà così ripartita:

1) non meno del  5%  (cinque per cento) al fondo di riserva legale ordinaria,  e comunque nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione;

2) non meno del 30% (trenta per cento) a riserva legale indivisibile di cui all’articolo 2545-quater del Codice Civile;

3) una quota, di importo non inferiore alla quota percentuale minima prevista dalle leggi vigenti, dovrà essere corrisposta ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione costituiti dalle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo ai sensi della legge 31 gennaio 1992 n. 59 e successive modifiche ed integrazioni;

4) una parte ai fondi e accantonamenti, nella misura che verrà stabilita dall’assemblea che approva il bilancio, per opere di assistenza istituite a vantaggio dei soci;

5) parte a fondi di riserva straordinari.

L’assemblea può, in ogni caso, destinare gli utili, ferme restando le destinazioni obbligatorie per legge, alla costituzione di riserve indivisibili.

Le riserve di qualsiasi tipo e comunque costituite non possono essere ripartite tra i soci sotto qualsiasi forma sia durante la vita della società che al suo scioglimento.

ORGANI SOCIALI

ART. 13

Sono organi della società:

l’assemblea dei soci,

il Consiglio di Amministrazione

il Collegio dei Sindaci.

ASSEMBLEA

ART.14

Le assemblee sono ordinarie e straordinarie.

L’assemblea ordinaria è convocata dall’organo amministrativo ogni anno entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, o quando particolari esigenze lo richiedono, in un termine non superiore a centottanta giorni, come previsto dal codice civile per l’approvazione del bilancio.

Spetta inoltre alla medesima:

a) nominare e revocare il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale;

b) deliberare sulle responsabilità degli Amministratori e dei Sindaci;

c) approvare regolamenti interni;

d) deliberare su tutti gli altri oggetti attribuiti dalla legge o dal presente statuto alla sua competenza.

Sarà competenza altresì dell’assemblea, nel rispetto delle leggi, del presente statuto e degli scopi sociali, stabilire gli indirizzi per la realizzazione di scopi di previdenza e mutualità, di cooperazione e di istruzione cooperativa, da disciplinarsi con eventuale apposito regolamento interno.

L’assemblea potrà inoltre essere convocata quando ne sia fatta domanda, con l’indicazione delle materie da trattare, da almeno i 3/5 (tre quinti) degli amministratori o da un numero di soci che rappresentino almeno un decimo degli aventi diritto al voto; in quest’ultimo caso l’assemblea deve essere convocata senza ritardo entro 20 (venti) giorni dalla richiesta.

L’assemblea straordinaria delibera:

e) sulle modifiche statutarie;

f) sullo scioglimento della cooperativa;

g) sulla nomina dei liquidatori.

ART. 15

Con riferimento alla delibera di approvazione del bilancio, alle materie indicate nel precedente articolo 14 lettere a), b), c), d), e), f) e g) e in tutti gli altri casi espressamente previsti dalla legge o dal presente Statuto, le decisioni dei soci sono adottate mediante deliberazione assembleare nel rispetto del metodo collegiale.

A tal fine l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, può essere convocata dall’Organo Amministrativo anche fuori della sede sociale, purché in Italia.

L’Assemblea viene convocata con avviso scritto spedito almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’assemblea, con lettera raccomandata, ovvero con qualsiasi altro mezzo idoneo allo scopo, fax o posta elettronica, da recapitarsi a ciascun socio presso il domicilio risultante dal libro dei soci.

E’ ammessa la convocazione anche mediante la pubblicazione sui seguenti quotidiani a diffusione nazionale “La Repubblica” e “La Nazione” ed in caso di chiusura di uno dei due sulla “Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana” con un preavviso di almeno quindici giorni. E’ ammessa inoltre la convocazione mediante affissione nei locali della sede sociale con il medesimo preavviso. Nell’avviso di convocazione debbono essere indicati il giorno, il luogo, l’ora dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare.

Nell’avviso di convocazione per l’assemblea ordinaria, potrà essere prevista una data di seconda convocazione per il caso in cui nell’adunanza prevista in prima convocazione l’assemblea non risulti legalmente costituita.

La seconda convocazione non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima nè può essere successiva di oltre 30 (trenta) giorni.

Nell’avviso di convocazione per l’assemblea straordinaria può essere previsto non solo la data di seconda convocazione ma anche una terza data di ulteriore convocazione qualora anche la seconda andasse deserta o non risultasse legalmente costituita. In tal caso, nell’avviso di convocazione debbono essere indicati, oltre il giorno, il luogo e l’ora della adunanza e l’elenco delle materie da trattare, anche l’avvertenza che il voto dovrà essere espresso per corrispondenza ovvero mediante altri mezzi di telecomunicazione come la posta elettronica certificata o altro mezzo telematica che assicurino comunque la certezza della provenienza del voto.

L’assemblea di ulteriore convocazione non può tenersi il medesimo giorno dell’assemblea di precedente convocazione, ma comunque deve svolgersi entro 30 (trenta) giorni dalla data indicata nella convocazione per l’assemblea di seconda convocazione.

L’avviso di convocazione che prevede anche la data di seconda e quella di ulteriore convocazione, deve contenere l’avvertenza che il voto per l’assemblea potrà essere esercitato per corrispondenza o mediante altri mezzi di telecomunicazione, la scheda di voto e l’indicazione di come verrà esercitato il voto per corrispondenza o per posta elettronica, i termini necessari per l’esercizio del voto medesimo, l’indicazione per esteso della deliberazione proposta nonchè le modalità e le procedure di voto previste al successivo articolo 16 e disciplinati in regolamenti interni attuativi predisposti dal Consiglio di Amministrazione.

In nessun caso è ammesso il voto per corrispondenza per la delibera sull’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori.

Hanno diritto di voto i soci che, alla data della convocazione della assemblea, siano iscritti alla Cassa da almeno tre mesi.

L’assemblea ordinaria è validamente costituita: in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la maggioranza dei soci; in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci presenti o rappresentati. Essa delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci presenti e rappresentati.

L’assemblea straordinaria è validamente costituita: in prima convocazione quando siano presenti o rappresentati almeno i 2/3 (due terzi) dei soci; in seconda convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà dei soci; in caso di ulteriore convocazione quando sia presente o rappresentato almeno un terzo più uno dei soci. Essa delibera validamente con il voto favorevole di almeno 2/3 (due terzi) dei soci presenti o rappresentati in assemblea.

Per deliberare lo scioglimento della Cooperativa e la devoluzione del patrimonio occorrono i voti favorevoli di almeno 2/3 (due terzi) degli associati.

In mancanza di formale convocazione l’assemblea si reputa regolarmente costituita in forma totalitaria quando ad essa partecipa l’intero capitale sociale, la maggioranza degli

Amministratori e Sindaci, se nominati, e nessuno si oppone alla trattazione degli argomenti. In tale caso dovrà essere data tempestiva comunicazione delle deliberazioni assunte ai componenti degli organi amministrativi e di controllo non presenti.

ART. 16

Il voto in Assemblea può essere espresso anche con i seguenti mezzi:

  1. a) con mezzi di telecomunicazione come la posta elettronica certificata, o altro mezzo telematico comunque idoneo ad assicurare la certezza della provenienza del voto nonchè la certezza del ricevimento da parte della società delle schede di voto inviate per via telematica dai soci;
  2. b) per corrispondenza, in modo comunque da assicurare la certezza della provenienza del voto.

Le regole e i criteri per lo svolgimento dei modi di espressione del voto sono più dettagliatamente disciplinate nei regolamenti interni che verranno redatti dal Consiglio di

Amministrazione sulla base di un progetto che il medesimo è fin da adesso autorizzato a redigere nel rispetto dei principi e dei criteri di massima previsti dal presente statuto.

ART. 17

L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione o da un Socio eletto con il voto della maggioranza assoluta dei presenti.

L’Assemblea nomina un segretario anche non socio ed occorrendo uno o più scrutatori anche non soci.

Spetta al Presidente dell’Assemblea constatare la regolare costituzione della stessa, accertare l’identità e la legittimazione dei presenti tramite la Commissione verifica poteri, dirigere e regolare lo svolgimento dell’assemblea ed accertare i risultati delle votazioni.

E’ possibile tenere le riunioni dell’Assemblea con intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video collegati e ciò alle seguenti condizioni, di cui dovrà essere dato atto nel relativo verbale:

– che siano presenti nello stesso luogo il Presidente ed il Segretario della riunione, che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale;

– che sia consentito al Presidente dell’assemblea di accertare l’identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell’adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione;

– che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione;

– che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti;

– che siano indicati nell’avviso di convocazione (salvo che si tratti di assemblea totalitaria) i luoghi audio/video collegati a cura della società, nei quali gli intervenuti potranno affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove saranno presenti il Presidente ed il soggetto verbalizzante; dovranno inoltre essere predisposti tanti fogli presenze quanti sono i luoghi audio/video collegati in cui si tiene la riunione. In tal caso l’avviso di convocazione deve contenere per esteso la deliberazione proposta.

Nel caso di assemblea straordinaria il verbale deve essere redatto da Notaio a norma di legge.

ART. 18

Nell’assemblea hanno diritto di voto coloro che risultino iscritti da almeno tre mesi nel libro dei soci.

Ciascun socio ha un solo voto.

Ciascun socio non può rappresentare per delega più di cinque soci.

Spetta al Presidente dell’assemblea, anche tramite la commissione di verifica poteri, constatare la regolarità delle deleghe.

Non possono essere delegati né gli amministratori, né i sindaci, né i dipendenti della società. Delle riunioni è redatto processo verbale da firmarsi dal Presidente e dal Segretario.

In caso di malattia o di altro impedimento i soci possono farsi rappresentare nell’assemblea soltanto dagli altri soci mediante deleghe scritte delle quali deve essere fatta menzione nel verbale.

ART.19

Oltre che nei casi previsti dall’articolo 2540 comma secondo del Codice Civile e dal presente Statuto, le deliberazioni dell’assemblea generale dei soci:

a) possono essere precedute da assemblee separate nell’ipotesi in cui la cooperativa sia composta da più di 3000 (tremila) soci ed in particolare occorra deliberare sulle seguenti materie:

– modificazione dell’atto costitutivo;

– trasformazione, fusione e scissione della cooperativa;

– scioglimento della società;

b) dovranno essere precedute da assemblee separate nell’ipotesi in cui la cooperativa sia composta da più di 3000 (tremila) soci ed occorra deliberare sul rinnovo, nomina e revoca delle cariche sociali.

Il Consiglio di Amministrazione convoca le assemblee separate nei modi e nei termini previsti per l’assemblea generale.

L’assemblea separata è convocata con il medesimo avviso che convoca l’assemblea generale, contenente il medesimo ordine del giorno, con un intervallo, tra l’assemblea separata e l’assemblea generale, di almeno quindici giorni. L’avviso di convocazione deve contenere, per esteso, la deliberazione o le deliberazioni proposte.

Allo scopo di facilitare la partecipazione dei soci e conseguentemente la convocazione e lo svolgimento delle assemblee separate, i soci della cooperativa sono raggruppati in sezioni, in particolare avendo riguardo alle località dove lavorano soci in attività e dove risiedono i soci in quiescenza. Tali sezioni potranno essere create quando per numero dei soci ed importanza di attività, sia ritenuto opportuno dagli organi della cooperativa.

Ciascuna sezione non può essere formata con un numero inferiore a 12 (dodici) soci. Qualora il numero dei soci di una sezione si riduca al di sotto della soglia sopra stabilita, il Consiglio di Amministrazione provvede ad assegnare i soci alla sezione più vicina.

Tutte le norme previste per lo svolgimento dell’assemblea generale, ordinaria o straordinaria, si applicano alle assemblee separate.

Per la costituzione ed il funzionamento delle assemblee separate si applicano le disposizioni di legge e quelle stabilite nel presente statuto che disciplinano l’assemblea generale dei soci, con la precisazione che l’assemblea separata si considera comunque validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti.

Gli amministratori possono convocare le singole assemblee separate nel luogo dagli stessi ritenuto più opportuno, purchè nel territorio della Repubblica Italiana, tenendo comunque conto dell’esigenza di assicurare la più ampia partecipazione possibile dei soci.

L’ assemblea separata è presieduta in ogni caso da persona eletta con il voto della maggioranza dei presenti. I soci possono farsi rappresentare nelle assemblee separate.

Se la materia su cui delibera l’assemblea separata è di competenza dell’assemblea straordinaria, il relativo verbale deve essere redatto da un Notaio. Negli altri casi il verbale dell’assemblea separata deve essere redatto da un segretario nominato dalla medesima assemblea, che può essere anche non socio.

Ciascuna assemblea separata delibera sulle materie che formano oggetto dell’assemblea generale e nomina i delegati che dovranno partecipare all’assemblea generale in rappresentanza dei soci intervenuti nella stessa assemblea separata.

I delegati sono nominati per una sola assemblea generale.

L’assemblea separata elegge uno o più delegati di maggioranza. Questi ultimi rappresentano solo la maggioranza che li ha eletti e la loro nomina non vincola la minoranza dissenziente che ha diritto a nominare propri delegati.

In particolare i soci cooperatori dissenzienti o astenuti rispetto alla deliberazione adottata dalla maggioranza che rappresentino un numero di almeno 12 (dodici) soci cooperatori, possono eleggere uno o più delegati per ogni posizione di minoranza eventualmente espressa in assemblea.

I soci di minoranza che non raggiungono il numero di 12 (dodici) soci hanno diritto di intervenire con diritto di voto all’assemblea generale.

Ciascun delegato può, in caso di impedimento, nominare sotto la propria responsabilità un proprio sostituto che sia comunque a sua volta socio della cooperativa e delegato per partecipare all’assemblea  generale.

L’assemblea generale delibera con il voto dei soci delegati dalle singole assemblee separate; ogni delegato esprime nella suddetta assemblea un numero di voti corrispondente a quella dei soci che nella assemblea separata lo hanno designato; più precisamente:

a) se l’assemblea separata ha eletto solo delegati di maggioranza, questi sono portatori di un numero di voti pari a quelli spettanti a tutti i soci aventi diritto di voto nell’assemblea separata, ancorchè assenti, astenuti o dissenzienti in tale assemblea;

b) se l’assemblea separata ha eletto, oltre al delegato di maggioranza, uno o più delegati di minoranza, ciascuno di tali delegati esprime un numero di voti proporzionalmente corrispondenti a quelli spettanti ai soci aventi diritto al voto, che lo hanno eletto.

All’assemblea generale possono comunque partecipare, senza diritto di voto ma con diritto di discussione, anche i soci che abbiano preso parte o che avevano diritto di partecipare alle assemblee separate e che siano rappresentati in assemblea generale dai delegati; possono partecipare con diritto di voto i soci che, per legittimo motivo, come previsto nel presente statuto, non siano rappresentati dai suddetti delegati.

I delegati eletti dalle assemblee separate, compresi quelli espressi dalle eventuali minoranze, devono essere soci e non possono essere amministratori o sindaci della cooperativa; essi sono eletti in ragione di un delegato ogni 25 (venticinque) soci o frazione di 12 (dodici) soci presenti nell’adunanza, aventi diritto di voto; rappresentano il numero complessivo dei soci dell’assemblea separata, ognuno proporzionalmente ai voti avuti.

Ai fini dell’esercizio del diritto di voto da parte dei delegati nelle assemblee separate, si precisa che le assemblee separate deliberano, oltre che sull’elezione dei delegati, anche sul merito della deliberazione che verrà adottata dall’assemblea generale; i delegati, sia di maggioranza che di minoranza, sono conseguentemente vincolati ad esprimere il voto in assemblea generale secondo quanto deliberato dai soci che li hanno rispettivamente eletti.

Qualora le assemblee separate deliberino, oltre che sull’elezione dei delegati, anche in merito alla deliberazione che verrà adottata dall’assemblea generale circa il rinnovo delle cariche sociali, i delegati, sia di maggioranza che di minoranza, saranno muniti di un mandato libero e non vincolato nel contenuto.

In tale specifica materia è quindi in ogni caso salva la validità del voto espresso dal delegato a seguito della discussione in assemblea generale, anche se divergente rispetto al contenuto della deliberazione dell’assemblea separata.

Nel caso di mandato vincolato conferito ai delegati per determinate deliberazioni, il voto espresso in difformità dalla deliberazione all’assemblea separata non è valido.

Le modalità di convocazione dell’assemblea generale dei delegati sono le medesime previste dal presente statuto per l’assemblea generale dei soci.

Per verificare il rispetto del quorum costitutivo nell’assemblea generale, occorre accertare il numero totale degli intervenuti a tutte le assemblee separate.

Per accertare il quorum deliberato, sempre dell’assemblea generale occorre tener conto del numero dei voti portati da ciascun delegato ed inoltre il voto favorevole dei soci che siano stati ammessi con diritto di voto all’assemblea generale.

Le deliberazioni dell’assemblea generale dei delegati sono approvate con le stesse maggioranze previste per l’assemblea generale dei soci.

ORGANO AMMINISTRATIVO

ART. 20

La cooperativa è amministrata da un Consiglio di Amministrazione.

Il Consiglio di Amministrazione è composto da 9 (nove) a 15 (quindici) membri eletti fra i soci dall’assemblea

Gli amministratori, durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

Per i primi tre esercizi sociali le cariche suddette vengono determinate nell’atto costitutivo.

Gli amministratori sono dispensati dal prestare cauzione.

Gli amministratori non hanno diritto a retribuzione, salvo che lo deliberi l’assemblea, la quale può anche stabilire che ad essi vengano concessi gettoni di presenza.

Ad essi spetta comunque il rimborso, delle spese sostenute per conto della società nell’esercizio delle loro mansioni.

Il consigliere che senza giustificato motivo non partecipa a più di tre sedute consecutive dell’organo di cui fa parte, è considerato automaticamente decaduto. I Consiglieri eleggono tra loro un Presidente, un Vice Presidente ed un  Segretario. Il segretario del Consiglio di Amministrazione può essere anche un Socio non componente del Consiglio di Amministrazione, nominato dal Consiglio stesso. Il Segretario è responsabile della tenuta dei libri verbali della Cassa Mutua Assistenza, può avvalersi durante il Consiglio di un verbalizzante scelto fra i Consiglieri o di un impiegato della segreteria della C.M.A..

ART. 21

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce nella sede sociale o anche altrove,  previa convocazione a cura del Presidente, ogni volta che lo stesso lo ritenga opportuno, oppure quando ne sia fatta domanda da 1/3 (un terzo) degli amministratori o dal Collegio Sindacale. La convocazione è fatta mediante avviso domiciliare ai consiglieri, da comunicarsi tramite lettera raccomandata, fax, posta elettronica o telegramma almeno 7 (sette) giorni prima dell’adunanza e contenente l’ordine del giorno; in caso d’urgenza la convocazione è fatta a mezzo telegramma, in modo che Consiglieri e Sindaci effettivi siano avvisati almeno un giorno prima. Le riunioni sono costituite validamente, anche in mancanza delle precedenti formalità, qualora siano presenti tutti gli Amministratori in carica e l’intero Organo di controllo. Il  Consiglio di amministrazione delibera con la presenza della maggioranza dei suoi componenti. Le deliberazioni assunte in forma assembleare sono prese a maggioranza  dei consiglieri presenti ed in caso di parità dei voti si ha la reiezione della proposta. Le  votazioni avvengono mediante scheda  a scrutinio segreto quando gli argomenti riguardino persone o affari per cui taluno dei componenti il Consiglio possa avere interesse diretto.

Il Consigliere personalmente interessato nelle questioni che si discutono deve astenersi dal partecipare alla discussione ed alle deliberazioni.

Le riunioni del Consiglio di amministrazione possono validamente svolgersi con intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, video/audio collegati e ciò alle seguenti condizioni, di cui dovrà essere dato atto nel relativo verbale:

– che siano presenti nello stesso luogo il Presidente ed il Segretario della riunione, che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale, dovendosi ritenere svolta la riunione in detto luogo;

– che sia consentito al Presidente della riunione di accertare l’identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati della votazione;

– che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi oggetto di verbalizzazione;

– che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.

Le decisioni del Consiglio possono essere adottate anche mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto; in tal caso dai documenti sottoscritti dagli amministratori devono risultare con chiarezza l’argomento oggetto della decisione ed il consenso alla stessa.

ART. 22

Il Consiglio di amministrazione è investito di poteri per la gestione sia ordinaria che straordinaria della società nonché per l’adozione di tutte le delibere inerenti alle competenze ad esso attribuite dalla legge o dal presente statuto sociale.

Esso può deliberare, pertanto, su tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione che comunque rientrino nell’oggetto sociale, fatta eccezione di quelli che per legge sono di esclusiva competenza dell’assemblea.

In particolare il consiglio di amministrazione:

– definisce gli indirizzi operativi della Cooperativa;

– provvede alla gestione della stessa in conformità delle leggi dello statuto e dei regolamenti;

– assume i provvedimenti ad esso demandati dalla legge e dal presente statuto in materia di ammissione, recesso ed esclusione dei soci cooperatori;

– delibera circa l’adesione della cooperativa a consorzi di cooperative, ad organismi federativi e consortili e ad organi provinciali e nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela la cui azione possa tornare utile alla cooperativa stessa ed ai soci;

– commette, nei limiti consentiti dalla legge, in arbitri anche amichevoli compositori, controversie riguardanti la

società;

– delibera sull’ammissione dei nuovi soci;

– delibera sul sovrapprezzo delle quote sottoscritte nel caso di ingresso di nuovi soci cooperatori;

– redige i regolamenti interni della cooperativa predisponendo le clausole di espressione di voto per corrispondenza nelle assemblee, nonché quelle per posta elettronica, nel rispetto ed in modo da assicurare la certezza della provenienza del voto nonché la certezza del ricevimento delle schede di voto inviate.

Il consiglio può delegare parte delle proprie attribuzioni a uno o più membri oppure ad un comitato esecutivo, composto dal Presidente, Vice Presidente, e da un numero dispari di consiglieri le cui attribuzione sono fissati dallo stesso consiglio, il tutto ai sensi e nei limiti degli articoli 2381 e 2544 del codice civile.

L’organo amministrativo, nei limiti consentiti dalla legge, può nominare un direttore e dei comitati tecnici, anche tra estranei stabilendone la composizione, le mansioni ed eventualmente i compensi.

ART. 23

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza legale e la firma sociale; rappresenta a tutti gli effetti la società di fronte ai terzi ed in giudizio.

Il Presidente è perciò autorizzato a riscuotere da pubbliche amministrazioni o da privati pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie e quietanze.

Egli ha anche facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti le Società davanti a qualsiasi autorità giudiziaria ed amministrativa ed in qualunque grado di giudizio. Il medesimo inoltre:

– convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione ed il Comitato esecutivo ove questo venga costituito;

– cura l’attività complessiva della Cooperativa in modo che essa si svolga in conformità alle leggi, allo statuto, ai regolamenti interni, alle linee programmatiche stabilite dall’assemblea ed in attuazione delle deliberazioni del Consiglio di amministrazione;

– redige le relazioni illustrative del bilancio da presentare al Consiglio di Amministrazione e la relazione per l’assemblea.

Nell’assenza o impedimento del Presidente tutte le sue mansioni spettano, se nominato, al Vice-Presidente.

Nei confronti dei terzi il semplice intervento e relativa sottoscrizione del Vice-Presidente saranno idonee ad attestare lo stato di assenza o impedimento del Presidente.

Previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione il Presidente, nei limiti consentiti dalla legge, può delegare i propri poteri al Vice Presidente o a un membro del Consiglio nonché con speciale procura, ad impiegati della società.

COLLEGIO SINDACALE

ART. 24

Quando ricorrono i presupposti di cui all’articolo 2477 2° e 3° comma, i soci devono nominare un Collegio Sindacale, composto da tre sindaci effettivi e due supplenti, nonché il suo Presidente.

L’organo di controllo dura in carica tre esercizi ed è rieleggibile; i soci, nel nominarlo, determinano il compenso, anche senza l’osservanza delle tariffe professionali vigenti.

La nomina del Collegio Sindacale è inoltre obbligatoria, verificandosi le condizioni poste dall’articolo 2526 del codice civile. In ogni caso di nomina obbligatoria del Collegio Sindacale, questo deve essere composto integralmente da membri iscritti nel Registro dei Revisori Contabili istituito presso il Ministero delle Giustizia.

In ogni caso di nomina obbligatoria del Collegio Sindacale, la sua composizione deve essere effettuata in conformità di quanto previsto dagli articoli 2397 e seguenti del codice civile.

Il Collegio Sindacale, se nominato, deve operare nell’ambito delle funzioni previste dall’articolo 2403 bis del codice civile e, in particolare, deve controllare l’amministrazione della società, vigilare sull’osservanza della legge e del presente statuto ed accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, la corrispondenza del bilancio e del conto profitti e perdite alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, nonché esprimere parere favorevole sull’articolo 3 del presente statuto.

I sindaci devono anche:

a) accertare che le valutazioni del patrimonio sociale vengano fatte con l’osservanza delle norme legislative;

b) accertare almeno ogni novanta giorni, la consistenza della cassa e l’esistenza dei valori e dei titoli di proprietà della Cooperativa e di quelli  eventualmente ricevuti in pegno, cauzione o custodia;

c) intervenire alle adunanze dell’assemblea e del Consiglio di Amministrazione;

d) convocare l’assemblea ed eseguire le pubblicazioni prescritte dalla legge in caso di omissione da parte degli amministratori.

I Sindaci possono in ogni momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, verbalizzandone  le risultanze nell’apposito libro verbali e riferire al Consiglio di Amministrazione.

Il Collegio Sindacale può richiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali e su determinati affari.

I Sindaci che durante il mandato triennale non assistono, senza giustificato motivo, a due riunioni dell’assemblea o del Consiglio di Amministrazione oppure non partecipano a tre riunioni del Collegio, decadono dall’ufficio.

I Sindaci devono redigere il verbale delle loro riunioni nell’apposito libro.

Le deliberazioni del Collegio dei Sindaci devono essere adottate a maggioranza assoluta.

Il Sindaco dissenziente ha diritto di far iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso.

I Sindaci, infine, hanno tutti gli altri doveri e compiti stabiliti dalla legge.

COLLEGIO ARBITRALE

ART. 25

Sono devolute alla cognizione di arbitri secondo le disposizioni di cui al D.Lgs. 17 gennaio 2003 n. 5, nominati con le modalità di cui in appresso, salvo che non sia previsto l’intervento obbligatorio del Pubblico Ministero:

a) tutte le controversie insorgenti tra soci o tra soci e Società che abbiano ad oggetto diritti disponibili, anche quando sia oggetto di controversia la qualità di socio;

b) le controversie relative alla validità delle deliberazioni assembleari;

c) le controversie promosse da amministratori, liquidatori o sindaci, o nei loro confronti.

Tutte le controversie di valore inferiore a  Euro 50.000,00 (cinquantamila e zero centesimi) saranno devolute al giudizio di un Arbitro singolo; le controversie di valore superiore al giudizio di un Collegio Arbitrale composto da tre membri.

L’Arbitro o i membri del Collegio arbitrale saranno nominati dalla Camera Arbitrale istituita presso la Camera di Commercio dell’Industria e dell’Artigianato di Firenze entro il termine di 30 (trenta) giorni dalla domanda, proposta su istanza della parte più diligente.

Nel caso di mancata nomina degli arbitri nei termini, la domanda di arbitrato potrà essere proposta, sempre su istanza della parte più diligente, al Presidente del Tribunale nel cui circondario ha sede la società.

Il lodo verrà redatto, ex bono et aequo, entro sessanta giorni dalla nomina. Il collegio arbitrale deciderà a maggioranza.

La presente clausola compromissoria è vincolante per la società e per tutti i soci, inclusi coloro la cui qualità di socio è oggetto della controversia; è altresì vincolante, a seguito dell’accettazione dell’incarico, per amministratori, liquidatori, sindaci, relativamente alle controversie promosse da o contro di loro.

Le modifiche dell’atto costitutivo, introduttive o soppressive di clausole compromissorie, devono essere approvate dai soci che rappresentino almeno i due terzi del capitale sociale. I soci assenti o dissenzienti possono, entro i successivi novanta giorni, esercitare il diritto di recesso.

SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

ART. 26

In qualunque caso di scioglimento della società, l’assemblea nominerà uno o più liquidatori, preferibilmente fra i soci, stabilendone i poteri. In caso di cessazione della Cooperativa, l’intero patrimonio sociale, dedotti soltanto il rimborso delle quote effettivamente versate dai soci ed eventualmente rivalutate di cui al primo comma lettera c) dell’articolo 26 D.Lgs. del Capo Provvisorio dello Stato n. 1577 del 14 dicembre 1947, deve essere destinato a fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui alla Legge numero 59/92 e successive modificazioni.

DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

ART. 27

Il funzionamento tecnico ed amministrativo della Società potrà essere disciplinato da regolamenti interni da compilarsi dal Consiglio di Amministrazione e da approvarsi dall’assemblea con le maggioranze previste per le assemblee straordinarie.

ART. 28

I principi in termini di riserve indivisibili, di devoluzione del patrimonio residuo e di devoluzione di una quota degli utili annuali ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, sono inderogabili e devono di fatto essere osservati.

ART. 29

Per quanto non previsto dal presente statuto  valgono le disposizioni legislative sulle società cooperative a mutualità prevalente.

Per quanto non previsto dal titolo IV del codice civile contenente la “disciplina delle società cooperative”, a norma dell’articolo 2519 si applicano, in quanto compatibili, le norme delle società per azioni.
REGOLAMENTO ELETTORALE
1.Le assemblee vengono convocate dalla Presidenza della Cassa Mutua sulla base dei raggruppamenti determinati per la nomina dei Fiduciari. I Soci in quiescenza partecipano alle assemblea dei raggruppamenti definiti come sopra. Per la provincia di Firenze i Soci in quiescenza partecipano ad un’unica apposita assemblea.

L’assemblea parziale può aver luogo ove vi siano almeno 50 Soci, minimo comunque almeno un’assemblea per ogni provincia in Toscana ed una per ogni regione esclusa la Toscana.

2.Le assemblee sono presiedute da un incaricato della Presidenza della Cassa Mutua ed in sua assenza dal Fiduciario. Qualora manchino entrambi l’assemblea stessa eleggerà il Presidente.

3.Coloro che intendono candidarsi a delegato dovranno comunicarlo alla Presidenza entro trenta minuti dal suo insediamento.

4.Tutti i candidati saranno posti in ordine alfabetico in una unica scheda, i Soci potranno votare da un minimo ad  un massimo di due terzi degli eleggibili.

5.Il Presidente di assemblea dovrà inviare alla Cassa Mutua verbale di assemblea controfirmato dai membri del seggio.

6.Il seggio elettorale è costituito da due soci che  hanno anche il compito di predisporre le schede.

7.Al fine della determinazione dei due terzi degli eleggibili si procede ai seguenti arrotondamenti

ELEGGIBILI- VOTI MASSIMI ESPRIMIBILI 

1—-   1

2—-1

3—-2

4—-3

5—-3

6—-4

7—-5

8—-5

9—-6

10—7

11—7

12—-8

13—-9

14—-9

15—-10

CONGRESSO

Il Congresso è convocato dal Consiglio della Cassa Mutua.

  1. 1)Il Collegio arbitrale è competente su eventuali ricorsi presentati in ordine allo svolgimento delle Assemblee.
  1. 2)Il Congresso è presieduto dal Presidente o da un Socio eletto dall’ Assemblea dei Delegati.
  1. 3)Il Congresso elegge anche la Commissione verifica poteri e la Commissione elettorale,composta da almeno tre persone. All’atto delle votazioni si costituisce il seggio.
  1. 4)Possono candidarsi per il Consiglio tutti coloro  che sono in  possesso dei requisiti previsti dalla legge  tramite liste contenenti almeno un terzo degli eleggibili; le liste devono essere presentate da almeno un decimo dei delegati. Nessuno può firmare più di una volta.
  1. 5)Per l’elezione del Collegio Sindacale ci si atterrà alle disposizioni legislative e statutarie vigenti.
  1. 6)Tutti i candidati sono posti in ordine alfabetico in un’unica  lista: ogni delegato può votare un minimo di un terzo degli eleggibili ed un massimo di due terzi.
  1. 7)Al fine di determinare il rapporto di un terzo e due terzi vale la seguente scaletta di arrotondamento:

3—2—1

4—3—1

5—3—2

6—3—2

7—5—2

8—5—3

9—6—3

10—7—3

11—8—3

12—8—4

13—9—4

14—9—5

15—10—5

Qualora il numero dei candidati presenti sia uguale al numero degli eleggibili ( anche per un singolo organo), su richiesta dei presentatori delle liste ( primo firmatario ), l’Assemblea può procedere alla votazione per acclamazione.