AMICI DELLA CMA BT

Gentilissimi soci,

questi ultimi anni del nuovo millennio hanno alzato in maniera sensibile la propria voce. L’intera umanità ha dovuto attraversare crisi di varia natura, che hanno finito con l’influenzare e determinare la vita di tutti noi, con una dinamica sempre più veloce, alla quale per molti è stato veramente difficile adattarsi in modo efficace. Fibrillazioni continue e di diversa intensità hanno interessato tutti i campi del panorama sociale delle popolazioni, chiamate ad affrontare problemi di finanza, economia, clima etc… con l’intento di poter trovare nuovi equilibri su cui porre le basi del proprio futuro, garantendosi una possibile sopravvivenza con l’inventiva, la determinazione e nuove metodologie operative, secondo concezioni ed esigenze aggiornate dalla incombente realtà.

Anche la Cassa Mutua, vissuta per decenni sotto la continua e affettuosa carezza di una mano comprensiva e generosa, la cara Banca Toscana, sempre disponibile e attenta alle sue necessità ha dovuto subire la traumatica perdita di quella linfa vitale che aveva consentito una crescita di rilievo, soprattutto in tempi in cui gli investimenti della liquidità risultavano particolarmente redditizi. Poi, la variazione dello scenario, le incertezze dei mercati finanziari insieme ad altre valutazioni condivise con l’assemblea hanno consigliato la Cassa Mutua di intraprendere la strada della diversificazione degli usuali investimenti, ormai diventati poco produttivi, destinandone una parte a nuove scelte maggiormente proiettate verso il futuro. Sono state concepite iniziative tese a fornire maggiori servizi ai nostri soci come la Struttura di Lambure per la quale è stata colta l’opportunità di ricevere consistenti contributi pubblici a fondo perduto, e della nuova sede a Firenze in Via Vasco de Gama cogliendo l’occasione a basso costo di una base d’asta immobiliare.

La Cassa Mutua infatti si è sempre impegnata a trovare forme idonee per dare servizi ai propri soci, sempre molto attenta nel restare fedele ai principi ispiratori della cooperativa e soprattutto, utile nel rispondere alle esigenze reali manifestate.

IL Cda è stato più volte invitato a trovare modalità possibili a dare continuità nel tempo alla attività della Cassa Mutua Banca Toscana e, conseguentemente, nel tentativo di realizzare questo scopo ha dovuto prendere atto di quanto fosse fondamentale ed improcrastinabile poter allargare la base sociale.

È stata, insieme considerata anche l’esigenza di fornire assistenza mediante sistemi di mutualità integrata, servizi sociali, prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, promuovendo e attuando sistemi di solidarietà sociale per coloro che si trovassero in stato di bisogno e di emarginazione, insomma quei servizi alla persona, che sempre di più rientrano nella categoria del Terzo settore.

In primo luogo, pertanto, è stata valutata con attenzione la possibilità di una modifica dello Statuto della Cassa Mutua, diretta ad eliminare quelle disposizioni, che oggi non permettono l’erogazione dei servizi a coloro che non siano soci, destinandoli quindi esclusivamente agli ex dipendenti di Banca Toscana e ai loro familiari conviventi. Gran parte di questi peraltro, prossimi ad uscire dalla convivenza anche per formarsi nuove famiglie proprie.

La modifica delle disposizioni statutarie presuppone tuttavia l’ottenimento di una maggioranza qualificata durante lo svolgimento di un’assemblea straordinaria, necessariamente di vaste proporzioni che, difficile da organizzare in una situazione di normalità è assolutamente impossibile in presenza    delle attuali condizioni socio-sanitarie e per le restrizioni imposte dalle vigenti disposizioni.

In assenza quindi di un orizzonte temporale certo in ordine alla reale possibilità di svolgimento di tale assemblea, il CdA si è orientato diversamente.

Esso peraltro aveva manifestato più volte le proprie perplessità sulla correttezza nell’ ammissione di eventuali nuovi soci concedendo loro così di avvalersi dei benefici di un patrimonio determinato nel tempo, con grande sacrificio, dai dipendenti della Banca Toscana.

In ordine alle predette valutazioni, il Cda ha ritenuto opportuno di chiedere un parere sulla possibilità di fondare un’Associazione di terzo settore, che consentisse di offrire quei servizi sopra elencati ai propri soci, che peraltro dovranno essere gli stessi soci della cooperativa, (che manterranno i contributi da questa erogati), oltre ai non conviventi o amici o chiunque ne condividessero gli scopi e gli obbiettivi.

Il Notaio Fey, l’Avv. Gualdani e il Presidente del Consiglio dei Revisori, Dott. Turchi hanno fornito parere, rappresentando al CdA sia gli aspetti generali della normativa del terzo settore, sia le sue peculiarità, tra le quali le agevolazioni fiscali, contributive e i fondi allo stesso destinati. È stata, pertanto, elaborata bozza di statuto per la costituzione di una Associazione come Ente del terzo settore.

Ovviamente questo organismo parallelo si muoverà entro i confini dell’obbiettivo sociale e soprattutto non dovrà rischiare di entrare in collisione con gli obbiettivi e i principi fondamentali della Cassa.

L’associazione che si chiamerà “amici della CMA BT ETS “(ente terzo settore) avrà personalità giuridica, e sarà costituita con i fondi forniti dalla Cassa a sostegno dell’iniziativa. Tra l’associazione e la cooperativa saranno sottoscritte convenzioni e/o regolamenti che raccoglieranno tutte le norme volte a garantire e mantenere gli obbiettivi, e i valori fondamentali per salvaguardare le identità e le autonomie delle due compagini sociali nell’ottica del cammino comune a vantaggio di tutti i soci.